Piccola oasi “Lilly e i vagabondi”

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PICCOLA OASI “LILLY E I VAGABONDI”
Associazione di Promozione Sociale
Via Rio Fantino, n° 1/1 – Villa S. Martino – Lugo (RA)
Cell. 335 6480310
Mail: p.o.lillyeivagabondi@gmail.com
Sito internet: www.piccolaoasilillyeivagabondi.it
Pagina Facebook: Piccola Oasi “lilly e i vagabondi”
Orari: dalle 10.00 alle 17. Per altre giornate consultare il sito dell’associazione o la pagina facebook.

Modalità di visita: Visita guidata gratuita
Tipologia piante:
Sono presenti due estesi canneti dominati dalla cannuccia di palude (Phragmites australis). Nelle zone rimaste libere o periodicamente falciate, è possibile rinvenire altre specie tipiche dei margini palustri come la salcerella (Lithrum salicaria), i giunchi (Juncus spp.) e l’iris (Iris pseudacorus). Sugli argini sopraelevati dominano specie come l’ortica (Urtica diodica), il rovo (Rubus spp.), i ranuncoli (Ranunculus spp.), la barba di becco (Tropogon porrifolius) , il fiordaliso (Centaurea spp.) e il convolvolo (Calystegia sepium). Le siepi sono costituite dalle specie classiche di questi ambienti, alcune piantate dall’uomo, altre arrivate naturalmente. Tipici sono gli arbusti di biancospino (Crataegus monogyna), rosa selvatica (Rosa canina), rovo (Rubus ulmifolia) ed i rampicanti come la vitalba (Clematis vitalba). Le essenze arboree principali sono l’acero campestre (Acer camprestre), il pioppo bianco (Populus alba), il salice bianco (Salix alba) e il carpino bianco (Carpinus betulus) mentre il sottobosco è costituito principalmente da un tappeto di edera (Hedera helix).
Gallery Fotografica
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Dimensione: 20.000 mq circa
Motivo d’interesse:
L’area verde, gestita dall’associazione “Piccola Oasi Lilly e i vagabondi”, costituisce un esempio di recupero del paesaggio prima che l’agricoltura intensiva e l’espansione urbana facesse scomparire l’alternanza di paludi, boschi umidi e corsi d’acqua, che caratterizzavano la nostra campagna.
Qui si sono ricreate le condizioni per la formazione di piccoli ecosistemi planiziali che riprendono i lineamenti degli ambienti originari. Nello specifico l’area ospita piccoli ma pregevoli elementi di archeologia industriale che rimandano a capitoli importanti della storia del territorio lughese.
L’area, ricolonizzata col passare del tempo dalla natura, è divenuta uno scrigno di biodiversità che ospita numerose specie animali e vegetali un tempo comuni nelle zone rurali della Romagna e oggi divenute rarissime. Sebbene sia impossibile, in tempi umani, ricostituire la complessità biologica di questi ambienti, la presenza di queste “isole” naturali è fondamentale per il collegamento delle zone naturali in pianura. In conclusione l’area verde costituisce un piccolo mosaico di ambienti diversi che favorisce l’insediamento di diverse comunità vegetali e animali(E. Dal P.).

Come arrivare

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