Giardino di Maria Patrizia

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Proprietario Maria Patrizia
Indirizzo  Via Argine Destro Montone, 160 – Ragone – Ravenna
Tel. 0544 535106 – 333 3347358
Contatta via e-mail
Orario di visita: Dalle 10.00  alle 17.00 o su appuntamento gli altri giorni
Modalità di visita:  Visita guidata gratuita

Tipologia piante: Alberi da frutto: kaki, ciliegi di vario tipo; Alberi adulti spoglianti: Carpinus, Betulus; Arbusti da fiore e da bacca; Peonie arbustive: ‘Godaishu’ – ‘Duchesse de Morny’- ‘Meikoho’ – ‘Gauguin’ – ‘Boreas’; Peonie erbacee,’Athena’, ‘Swan Lake’ , ‘Officinalis alba’,  ‘Officinalis rubra’ ; Ortensie arbustive: Hydrangea Macrophylla Ayesha – Hydrangea Macrophylla Sanguinea – Alba, Hydrangea Macrophylla Arborescens – Annabelle, Paniculata – Vanille Fraise e Grandiflora – Involucrata Miraha Kokonoe –  Tama e Ortensie rampicanti: ”Hydrangea petiolaris”; rose antiche, moderne  e botaniche; Erbacee: Sedum di vario tipo – Erysimum Boule’s Mouve – Artemisia di vario tipo – Stachys lanata – Stachys Bizantina – Stipa Tenuifolia – Centranthus Albus – Helianthus Lemon Queen – Stachys Hummelo – Monarda Didyma – Papaver Orientalis ; Perenni: Collezione di Rose, Fucsie, Violette e succulente.

Dimensione: 5000 mq

Motivo d’interesse: Il giardino collocato sotto l’argine del fiume Montone intorno all’aia di una casa colonica, è stato progettato dal paesaggista  Ippolito Pizzetti, che ha rispettato la semplicità dell’origine in armonia con la campagna circostante. Dell’aia contadina è rimasto il vecchio filare di cachi, che colora con le foglie e i frutti la stagione autunnale e la concimaia. In quest’area si è accolto il suggerimento di Paolo Tasini, giardiniere bolognese chiamato recentemente a reinterpretare il giardino; nel 2011 al posto delle tavelle sbrecciate si sono create delle isolette con varietà di Sedum, Centrantus album, Stipa tenuissima e Stachys byzantina. Sul bordo peonie erbacee e arbustive nei colori prevalenti bianco e rosa chiaro, ora integrate da piante a corolla semplice color rosa carico, nate lì da seme. Completano la bordura gli Allium giganteum, gli Anemone hupehensis e gli ellebori in varietà. Sulla parete dalla casa nello stesso lato della concimaia Hydrandea Petiolaris, spumeggiante in maggio. Nella siepe nuovo inserimento di Phisocarpus Opulifolius “Diablo” e Syringa x Chinensis. Ad intergare la vegetazione prevalente,  costituita da alberi e arbusti si è ricorsi a Monarda, Helianthus, Agastache ‘Blue Fortune’, Erygeron, Nepeta, Geranium, felci ed euforbie, sarcococche e achillee, Aster autunnali, e bulbose primaverili. A potenziare l’aspetto edule della siepe di ribes si sono inserite piante di Josta, Lonicera kamtschatica (mirtillo siberiano), lamponi, Amelenchier Canadensis. Nel  giardino  si  colgono  l’allegra  insofferenza  per  le  regole  rigide  e  il  gusto  del  dettaglio, caratteristica del progettista ma anche della padrona di casa. Esposizione permanente di opere in ferro dell’artista Piero Strada e Luigi Berardi.
 
Se vuoi sapere di più del giardino segui il Diario del Giardino di Maria Patrizia
 
Il giardino sull’argine
di Daniele Mongera, giornalista e presidente di Maestri di Giardino
Sotto l’argine del Montone, a 10 chilometri da Ravenna, la casa di Patrizia Matteucci guarda a un mezzogiorno di vigne e coltivi dove ruotano granoturco, grano o pomodori, campi di cipolle e di patate. Il giardino si separa da esso con una siepe di rose sarmentose e un filare di 17 kaki, ai piedi del quale crescono a primavera alcune varietà di giunchiglie. Lì Ippolito Pizzetti voleva un’inferriata, un limite insolitamente marcato per una tipica abitazione di contadini, aperta sull’orizzonte, dove l’unico segno intenzionale rivolto al territorio erano i segnaposto dei pioppi bianchi vicino ai fiumi, l’avviso di cercarvi cristiani e bestie dopo un’eventuale inondazione. Chiamato a dare i suoi suggerimenti tra il 1988 e il 1989, Pizzetti aveva assecondato la trasformazione della casa in dimora borghese, indicando la necessità di custodire l’aia e il giardino prospiciente quali spazi domestici d’elezione, ottenendo che un nuovo ingresso fosse aperto sul retro, verso l’argine, accompagnato da una siepe di ribes, da meli e peri di varietà riscoperte, da un boschetto di carpini e sorbi.
«Per otto mesi non rispose al telefono, ma ai primi di settembre lo trovai e gli chiesi una consulenza», racconta Patrizia.
«Dopo il sopralluogo Ippolito mi mandò una relazione sulla filosofia del giardino, sul recupero delle piante tipiche del paesaggio rurale. Prima di tutto andava eliminato quello che non c’entrava (c’erano abeti e erbe della pampa), liberando la vista dei kaki e l’ambito dell’aia cortilizia, interpretata come nuovo hortus conclusus».
Il progetto vero e proprio arrivò in seconda battuta, su richiesta, come sempre un po’ obtorto collo per il profeta del giardino “secretum”, l’emanazione della personalità del suo proprietario. Quello che resta, dopo quasi un quarto di secolo, è perciò un tradimento consenziente delle idee di Pizzetti, tranne di una, la maggiore, quella di inseguire sempre una certa verità, di non abbandonarsi mai a uno stilema, a piante che anziché rappresentare il proprio gusto siano le citazioni di quello degli altri, per quanto raffinato. Quei pochi che varcavano il cancelletto verso il Montone, trovavano inizialmente la siepe di lentaggine, lillà e biancospini, oggi completamente trasformata. Al posto del Viburnum tinus, decimato da un fungo, il Physocarpus opulifolius ‘Diablo’; i Crataegus se li è portati via il colpo di fuoco che ha avversato l’Emilia. Al loro posto è stata rinforzata la presenza dei lillà con la Syringa x chinensis e la laciniata, più leggere nel fogliame e più fini nella fioritura. Singolare il caso delle forsizie, progressivamente abbandonate per “incompatibilità di carattere”, come può capitare in amore e in giardino. Più oltre, spostandosi a est, verso lo spazio dell’ex concimaia e l’ingresso carrabile, spadroneggia un gruppo di Lagerstroemia, inframmezzate da alcune sculture, “un vero monumento, in inverno”. Poi tocca agli Amelanchier addossati alle colonne del cancello, una proposta di Pizzetti ritirata dal medesimo quando però queste piante avevano ormai fatto breccia nel cuore di Patrizia. Insieme al boschetto di carpini che si trova sul lato opposto, la piattaforma rettangolare della concimaia, adiacente una parete della vecchia stalla, coperta da una spumeggiante Hydrangea petiolaris, raccoglie alcune opere di Piero Strada. In particolare “Il viaggio”, un’installazione di quest’ultimo che rappresenta la nave di Ulisse, trafitto dall’ambivalenza tra il desiderio di ritorno e quello di misurarsi con il mondo. Il fondo è stato restaurato originalmente accogliendo il suggerimento di Paolo Tasini, giardiniere bolognese chiamato recentemente a reinterpretare il giardino: al posto delle tavelle sbriciolate ora crepitano isolette di varie specie di Sedum, Stachys byzantina, Centranthus alba e Stipa tenuissima. Intorno, alcune Hydrangea macrophylla ‘Ayesha’, peonie erbacee e arbustive nei colori prevalenti bianco e rosa chiaro, ora integrate da piante a corolla semplice color rosa carico, nate lì da seme. Completano la bordura gli Allium giganteum, gli Anemone hupehensis e gli ellebori in varietà. A Tasini è stato affidato anche il compito di integrare la vegetazione presente, in prevalenza arborea e arbustiva come da tradizione, con l’inserimento di erbacee perenni: Monarda, Helianthus, AgastacheBlue Fortune, Erygeron, Nepeta, Geranium, felci ed euforbie, sarcococche e achillee, Aster autunnali, e bulbose primaverili. Le rose rugose volute da Pizzetti (Blanc Double de Curbert, Alba, Scabrosa) nel prato della quercia (una farnia isolata dalla crescita prodigiosa che occulta l’ovest), sempre malaticce a causa della clorosi, oggi sono accompagnate da galliche (officinalis, Rose de Maures, Jenny Douval), Portland (Jacques Cartier) e Centifolia (Fantin Latour).
 
 

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Come arrivare:

Da Ravenna: dopo San. Marco, attraversare il ponte, girare a dx e proseguire per 2,8 km. Da Russi: dopo San. Pancrazio, attraversare il ponte e girare a sx, proseguire per 1,5 km. Da Forlì: arrivare a Ghibullo, svoltare a sinistra per Roncalceci. Proseguire per 1,5 km circa  svoltare a dx per via Pugliese. In fondo girare a sinistra sull’argine e proseguire per 1,5 km.